Bisacquino sorge alle falde del monte Triona, (massiccio calcareo compatto del Trias), alto 1.215 m, quasi all'estremo lembo meridionale della città metropolitana di Palermo e gode di un paesaggio molto variegato. Il nome Bisacquino, può derivare sia dal latino “bis-acqua“, che significa “abbondante d’acqua”, sia dall’arabo “busukin “, cioè “padre del coltello”. Nel corso dei secoli, Bisacquino seguì le vicende storiche del resto della Sicilia, subendo le diverse dominazioni straniere che via via si susseguirono.
Il centro storico è caratterizzato da vie strette, tortuose, e alcune sfociano in vicoli;  numerosi archi e parecchie cappelle votive in creta smaltate di scuola napoletana o di arte popolare risalenti ai secoli XVII e XVIII. Essendo il paese ricco d’acqua, diverse sono le fontane e bevai. Poco distante dal centro abitato, a circa due chilometri, si trova il Santuario della Madonna del Balzo, eretto nel XVII secolo. Inoltre, Bisacquino è uno dei comuni dell’entroterra siciliano particolarmente ricco di chiese settecentesche, tra cui la Chiesa Madre. La sua costruzione fu iniziata nel 1562 e completata poi nel 1700: dedicata alla Madonna del Paradiso al cui interno sono presenti stucchi attribuibili a Giacomo Serpotta.
Bisacquino si è sempre contraddistinta per il forte rapporto con l’agricoltura e con le tradizioni popolari legati alla società contadina e ai ritmi stagionali delle produzioni agricole locali, nonché per il fiorentissimo artigianato che si è notevolmente ridimensionato negli ultimi decenni ma che sopravvive ancora oggi, nella lavorazione artigianale nella tessitura manuale dei tappeti, e artigiani nella lavorazione del ferro (falci, serrature),coltelli con manico di corno (ancora oggi in produzione).
Il  Molino e pastificio Madonna del Balzo esportava la produzione della pasta e della farina  oltre ai paesi limitrofi in quasi tutta la Sicilia.
Da qualche anno l’olivicoltura rappresenta una vera e propria risorsa  economica. Oggi vi sono tre oleifici che funzionano a pieno ritmo puntando alla vendita al prodotto sfuso per l’industria.
Bisacquino è anche nota per la famosa cipolla “busacchinara” un ortaggio riportato in voga da un giovane agrotecnico bisacquinese Pietro Pietramale. La cipolla “busacchinara”, si presenta di forma rotonda, un po’ schiacciata ai poli, con un intenso colore rosso-viola. Il suo gusto, tipicamente dolciastro, ha incontrato gli interessi del mercato. Si può consumarla cruda (per insalate o antipasti) o cucinata, accostandola agli svariati piatti della nostra cucina mediterranea. In suo onore, ogni anno in estate si svolge la Sagra della cipolla “Busacchinara”, dove vengono consumate e vendute diverse pietanze contenenti la famosa cipolla.
Fra le maggiori festività il Carnevale svolge un ruolo rilevante: si tratta del più antico carnevale di Sicilia, le cui origini risalgono alla fine del seicento. La maschera tipica è il “dominò” che sembra essere di matrice islamica.
Altre festività religiose importanti sono “La Festa del Crocifisso lu tri di maju” il 3 maggio, che in realtà inizia qualche giorno prima ma che vede il suo culmine nella giornata del 3 maggio in cui una trentina di statue lignee raffiguranti vari santi vengono portati nella Chiesa madre accompagnati dalla banda Musicale. Alle 18.00 ha luogo la processione in cui un’ imponente “Vara lignea “ di stile Barocco del 700 viene portata a spalla per le vie del paese da un’ottantina di devoti. Emozionante la conclusione, quando si affiancano alla “Vara” le statue di San Giuseppe e della Madonna che si avviano verso la chiesa Madre e, prima di entrarvi, sostano nell’antistante sagrato per ricevere l’inchino (“u salutu”) dei Santi.  
Dal 1 agosto 15 agosto si svolge “a quinnicina” un tradizionale pellegrinaggio al Santuario della Madonna del Balzo. Negli ultimi anni è stata ripristinata una vecchia tradizione della pietra benedetta “nesci la vecchia e trasi la nova”. Si inizia con il pellegrinaggio che parte dai Pileri e percorre tutta la via sacra con canti e preghiere rivolti alla Madonna del Balzo. Arrivati sul sagrato, avviene la benedizione delle pietre portate davanti alla chiesa per l’occasione, poi si ritorna a casa con la nuova pietra benedetta simbolo della montagna e del Santuario costruito sulla roccia. La festa si conclude il 15 agosto con la processione in cui la statua della Madonna del Balzo viene portata per le vie del paese accompagnata dalla banda musicale e dai fedeli.
Un altro momento di particolare pathos religioso è quello cha va dalla Domenica delle Palme alla Pasqua. Nella domenica delle palme, la statua lignea del Crocefisso viene trasferita dalla Chiesa Madre al Calvario, una chiesa costruita dai Padri Liquorini nel 1833, un luogo suggestivo ai cui lati del sagrato si trovano due olivi secolari. Il Calvario assume un aspetto più suggestivo il giorno del Venerdì Santo, alle ore 13 quando il Cristo viene messo sulla croce e i cantori posizionati sotto l’ulivo intonano le lamentanze e alle ore 21 quando la statua del Cristo viene calata dalla croce dai preti, per antica usanza, e seguita dalle autorità del paese. Il Calvario è un’opera pensata e costruita con fede e per la fede per rinnovare nel tempo la morte, la crocifissione e la resurrezione di nostro Signore Gesù Cristo e ricordare il sacrificio fatto per l’umanità.