Giuliana deve il suo nome alla «gens Julia» che abitava l’antico casale sul monte dove adesso si erge il paese fino al 1185. La sua identità urbanistica, invece, si sviluppa a partire dal XIV secolo, quando Giuliana fu prima dei Ventimiglia e poi dei Peralta. Nel 1543, l'imperatore Carlo V elevò la cittadina al grado di marchesato. Nel 1640 il paese passò dai Cordona ai Gioeni, fino al 1812, quando venne abolito il sistema feudale. Grazie alla rievocazione storica dello «Status Julianae», avvenuta il 3 agosto 1997, l'intera comunità giulianese ha provato a riappropriarsi della sua memoria, facendo rivivere la solenne cerimonia che, nel 1543, l'elevò da Contea a Marchesato.
Passeggiando all’interno del centro storico, si può ancora rivivere l'epoca normanno-sveva. "In Italia... tanto retaggio storico verace ci tiene al riparo dalle invenzioni hollywoodiane, per cui basta volersi riappropriare di scorci di questo passato ancora attaccato alle pietre che ci stanno accanto e riviverli per la gioia e l'interesse di chi viene a trovarci e per il nostro amor proprio di posteri." (Arch.Vincenzo Anello).
Il borgo offre molte attrattive ai turisti: i resti della costruzione araba, chiamata «Cuba», la Chiesa Madre, il santuario della Madonna dell'Udienza già chiesa del Carmine, la chiesa del SS. Rosario, la chiesa della SS. Trinità, la chiesa del Cuore SS. di Maria o del Collegio, la chiesa di San Nicolò di Bari o della Badia, la chiesa del SS. Crocifisso, la chiesa di S. Anna (di origine medievale, che sorge fuori dal centro abitato).

Ma Giuliana è nota soprattutto per uno dei castelli più belli della Sicilia, il castello federiciano voluto da Federico II per il suo alto valore strategico. La città, infatti, posta nell'estrema parte meridionale della provincia di Palermo, rappresentava - col suo castello svettante sulla Rocca - un ottimo osservatorio per dominare l'ampia vallata fino al mare della costa agrigentina.
Il castello fu fatto costruire da Federico II di Svevia in stile gotico e faceva parte di un insieme di fortificazioni dislocati nell’Italia meridionale e in Sicilia. E’ costituito da due corpi di fabbrica rettangolari che formano un angolo ottuso al cui vertice si trova incastonata la torre a base pentagonale, un’eccezione tra i castelli svevi di Sicilia, che hanno quasi tutti forma poligonale con torri ai vertici. I muri, a doppia cortina, hanno spessore di circa 2 metri e sono costruiti di pietra tagliata con riempimento di pietrame legato da malta. La torre è alta circa 19 metri e formata da due ambienti sovrapposti a forma di un pentagono regolare. Si accede al castello da un atrio rettangolare con un arco a sesto ribassato. Da qui si arriva al salone principale che comunica con altri vani, mentre le terrazze sono raggiungibili mediante una scala di costruzione posticcia ricavata nello spessore del muro di destra dell’atrio. In alcuni vani nello spessore dei muri sono ricavate delle cellette e una riporta una iscrizione graffita di due carcerati datata 1591. Il restauro del castello è stato terminato all’ inizio dell’anno 2006, permettendone quindi una fruizione d’ordine sociale e culturale e la destinazione a mostre, convegni e concerti.
Uno dei prodotti di eccellenza presenti a Giuliana è l’Oliva Giarraffa, una cultivar di oliva poco diffusa che si identifica così tanto con il territorio tanto da esserne diventata un prodotto a Denominazione Comunale. La Giarraffa è utilizzata come oliva da mensa e per la produzione di olio. La presenza su tutto il territorio di piante ultra secolari testimonia una lunga tradizione storica nella coltivazione dell’olivo.